Crisi di coppia

    Motivi e soluzioni per i momenti più bui di una relazione.

    In questo post voglio partire dall’esperienza che ho cumulato, oramai in diversi anni, lavorando con delle coppie in crisi. La domanda che pongo e che può interessare tanti lettori è: perché una coppia attraversa un periodo di crisi?

    Il primo aspetto, che mi viene in mente, per iniziare questo post, nasce da un dato: la durata media di una relazione.

    Dati ISTAT sulle relazioni

    In Italia, mediamente, la durata di un matrimonio è di circa diciassette anni, da dati ISTAT, i divorzi poi sono in costante diminuzione.

    Inoltre, gli stessi matrimoni sono in lenta ma costante diminuzione.

    Sul tempo medio di una relazione che non sfoci in un matrimonio invece non ci sono dati certi. Ovviamente è complesso estrapolare dei dati statistici, ma mi sembra di capire che le relazioni durano nell’ordine di alcuni anni, mediamente tre anni.

    In sostanza ci si sposa sempre meno e le unioni durano leggermente di più nel tempo e complessivamente una relazione dura pochi anni.

    Motivi della crisi di coppia

    Quello che ho notato, dai clienti che si sono rivolti a me negli anni, è che il primo aspetto che i partner non considerano e che li porta poi a trovarsi in una situazione di crisi, è che serva un impegno specifico per mantenere la relazione. Mentre invece, spesso, quello che noto è che i partner davano per scontato che ciò che era accaduto fino ad un certo momento sarebbe accaduto anche in seguito. 

    La gioia, la complicità, l’amore, la sensualità che hanno vissuto nei primi anni hanno creduto che si sarebbe mantenuta in piedi, come per magia. E invece non è così.

    Non comprendendo che niente accade “sempre nello stesso modo” e senza una certa attenzione ai propri comportamenti e a quelli del partner, la relazione in qualche modo muore. Perché non la si alimenta, proprio come se fosse un organismo vivente.

    Crisi di coppia: alimentare la relazione
    Crisi di coppia: alimentare la relazione

    In sostanza, quello che manca è il vedere la relazione come un qualcosa che va nutrito, in qualche modo, per sostenersi. La conseguenza di questo concetto è che ci sono delle azioni specifiche che portano invariabilmente alla rottura di un rapporto. E ci sono altre azioni specifiche che portano invariabilmente a sostenerlo.

    Il paradosso della rana

    Avete presente il paradosso della rana bollita? Si tratta di una storiella per la quale se mettete una povera ranocchia in una pentola di acqua e mettete poi la pentola su un fornello e quindi riscaldate lentamente l’acqua, la rana, all’inizio del riscaldamento, non percepirà che la temperatura sta aumentando.

    Quando poi incomincerà a scottarsi, oramai, non avrà più la forza per saltare fuori dalla pentola e finirà bollita!

    Premesso che la storiella è falsa e la ipotetica rana che viene messa in una pentola salterà ben prima che l’acqua diventi calda il senso è che i due partner non sono consapevoli dei problemi relazionali che creano, fino a quando la situazione non precipita. E decidono o di lasciarsi o di rivolgersi un consulente per capire cosa c’è nel loro modo di comunicare che non va.

    A questo punto mi trovo a discutere con delle persone che, spesso, desiderano una soluzione immediata ai loro problemi. Non rendendosi conto che una soluzione immediata, semplicemente, non esiste. In sostanza parlo con dei ranocchietti che oramai si sono scottati e non sanno come saltare fuori dalla pentola!

    Crisi di coppia: la rana
    Crisi di coppia: la rana

    Il counseling per la crisi di coppia

    Chi si rivolge a me, in sostanza, mi presenta un problema specifico. Per inciso è di questo che si occupa il counseling, problemi relazionali o emotivi specifici. Si aspettano che, in brevissimo tempo, e soprattutto, spesso, senza cambiare idea su come intendono che si possa mantenere una relazione, risolva io il loro problema, o l’alternativa sarà la rottura della relazione. Quello di cui non si rendono conto è che, seguendo questo schema, la cosa più probabile, mantenendo le loro convinzioni originarie, è che romperanno quella relazione. E si ritroveranno tra qualche anno nella stessa condizione in un’altra relazione!

    Le crisi di coppia e l’esempio del gelato

    In sostanza, l’aspettativa che ho trovato generalmente è stata quella della soddisfazione di un bisogno immediato in breve tempo. Con l’unica idea che un bisogno comporti la sua soddisfazione abbastanza rapidamente. E’ un po’ come affermare: ho fame, voglio un gelato e ora decido dove acquistarlo. 

    Quello che accade, invece, è che entrambi i partner, intraprendendo un percorso con me, si trovano catapultati in un percorso di apprendimento. Nel quale si trovano ad imparare delle vere e proprie nuove modalità linguistiche per esprimersi. E a ridefinire quelli che sono i propri rispettivi bisogni di cui, in parte, non ne erano neanche consapevoli.

    Ora, c’è una bella differenza fra la soddisfazione di un bisogno immediato, allo scopo di ottenere una gratificazione, e affrontare un percorso, per quanto breve, in cui apprendere come esprimersi in modo appropriato e quali sono i propri bisogni!

    Per capirci, un bisogno immediato è: ho fame e voglio un gelato. E quindi ho un bisogno, immediato e ho una idea di come soddisfarlo: mangiando il gelato.

    Se non vado d’accordo con il mio partner ho, anche in questa circostanza, un bisogno immediato, a fronte di un litigio che si è innescato. Il bisogno immediato può essere ad esempio: sentirmi compreso, provare una certa emozione, ecc. Quello che si trovano a scoprire è che, per disinnescare quel litigio o per avere maggiori occasioni di accordo, o semplicemente per saper affrontare una normalissima condizione di frustrazione, è importante mettere in discussione il modo in cui prendono reciprocamente delle decisioni e percepiscono sé stessi. 

    È questo processo che permetterà, quando sarà compreso e assimilato, di agire poi sul bisogno immediato. Cosa significa allora soddisfare quel bisogno, quella mancanza? Abbiamo tre possibili possibilità.

    Le possibilità per le crisi di coppia

    La prima possibilità è: “cercare il gelato che mi piace” o se ne sto già mangiando uno, gettarlo via e cercarne un altro.

    La seconda possibilità è: decido di mantenere o meno quella relazione in una condizione di sofferenza.

    La terza possibilità è rivolgermi ad un professionista.

    Crisi di coppia: rivolgersi al counseling
    Crisi di coppia: rivolgersi al counseling

    Quello che noto è che a volte l’atteggiamento con il quale i partner si approcciano a questa ultima soluzione è più o meno simile alla ricerca del gelato! Di conseguenza, chi viene nel mio studio allora vuole una sorta di soluzionemagica” che permetta la soddisfazione immediata del bisogno: voglio sentirmi compreso. Spesso, quindi, il passaggio più difficile per loro è affrontare la frustrazione. Che dipende dalla consapevolezza che per mantenere la relazione serve anche un po’ di fatica!

    Per sanare una crisi di coppia servono impegno e fiducia

    Cosa significa? Banalmente che andare d’accordo con il partner è più complesso che mangiare un gelato! Di conseguenza, e questa parte spesso è meno piacevole da considerare per i partner, è che per acquisire nuove modalità di confronto serve mettere in discussione i propri schemi di pensiero, le proprie convinzioni ecc. In sostanza serve impegno e tanta fiducia, paradossalmente, innanzi tutto, in sè stessi

    Poi sta, credo, al professionista far prefigurare al cliente il risultato come qualcosa in cima ad una scala. Per la quale sta al professionista valutare la dimensione più accettabile per il cliente dei gradini che dovrà percorrere. In sostanza il professionista dovrà rendere al cliente lo sforzo accettabile. Ma sempre sforzo sarà!

    Significa, ad esempio arrivare a pensare: non vado d’accordo con il mio partner credo che ci sia, tanto nel mio che nel suo modo di fare qualcosa che non va, non voglio “buttare tutto all’aria”, almeno non ora e voglio invece capire cosa posso fare per vivere con lui una vita migliore e voglio capire se è possibile in sostanza per noi realizzare questo.

    Quello che penso quando ascolto queste parole è: hanno ancora tanta fretta di decidere di mangiare un gelato e, magari, se credono che i gusti che hanno scelto non sono poi così buoni, buttarlo via?

    Quello che faccio è in sostanza lavorare su tre aspetti che sono fondamentali: darsi delle regole, mettersi in discussione, allenarsi a usare un linguaggio diverso.

    Darsi delle regole

    Cosa significa darsi delle regole? Significa ad esempio darsi un momento di “time out” come dicono gli sportivi, quando c’è una escalation in una discussione “darsi tregua” e fermarsi.

    Il primo aspetto significa poi capire cosa è accettabile e cosa non lo è per sé stessi e per il partner. Capire che ci sono dei comportamenti che proprio non desideriamo e capire che lo stesso vale per il partner e che generalmente ciò che è inaccettabile per noi non lo è per il partner e viceversa. Quindi, significa mettere in chiaro questi comportamenti e capire quali sono negoziabili e quali no. E come darsi delle regole per evitare che la relazione diventi un campo di battaglia. Questo è solitamente ciò su cui lavoro, all’inizio, per “arginare” le principali, reciproche forme di comunicazione tossica fra i partner.

    Mettersi in discussione

    Il secondo step, mettersi in discussione, significa rivalutare quei comportamenti disfunzionali, propri e del partner. Comprendere cosa significano per ognuno dei due, come si sono originati e come possono decidere di trovare nuovi comportamenti, più funzionali alla convivenza.

    Cosa significa allora mettersi in discussione? Apparentemente è facile, significa accettare che anche nei propri atteggiamenti ci sia qualcosa che non va. La parte più complessa è superare le recriminazioni. Cosa intendo? Facciamo un esempio. Poniamo che uno dei due partner abbia avuto un comportamento ritenuto sgarbato dall’altro partner. Indipendentemente dal comportamento, la recriminazione, in questo caso, è reagire a quel comportamento con un altro comportamento, consapevolmente sgarbato, perché lo è stato l’altro. Questo è il passo verso quell’escalation citata prima.

    Crisi di coppia: escalation in una discussione
    Crisi di coppia: escalation in una discussione

    Generalmente, anche il comportamento, apparentemente più banale, ha una sua storia. A volte anche di difficoltà e sofferenza e allora ha senso perseguire due strade. Comprendere cosa l’ha originato, perché la mente umana desidera avere spesso delle risposte a questa domanda. Ma, per quanto mi riguarda, soprattutto, fare in modo che entrambi i partner si orientino nel dialogo reciproco, verso una relazione in cui possano essere autenticamente loro stessi. Perché è solo in questo modo che possono tornare a comunicare liberamente, comprendendo profondamente i rispettivi bisogni.

    Allenarsi a usare un linguaggio diverso

    Il terzo step riguarda far comprendere ad entrambi che mantenere una relazione non è qualcosa di “automatico” E che in una relazione ci sono due aspetti fondamentali. Il modo in cui si comunica e che, metaforicamente, in quella relazione c’è un sacco di gente. I rispettivi familiari, noi stessi, in momenti diversi e significativi della nostra vita e in ogni momento che in un qualche modo ha contribuito a creare una parte di noi.

    Il significato di allenarsi

    Cosa significa allora allenarsi? Beh il senso è semplice, significa apprendere un nuovo modo di comunicare. E questo è l’aspetto che spesso lascia più interdetti. Per alcuni può significare “non essere se stessi” oppure “essere falsi” quando il concetto è piuttosto semplice: significa comunicare ciò che si desidera e comunicare quindi i comportamenti che non ci sono piaciuti dell’altro, oppure il proprio stato d’animo senza ferire l’altro. E poiché non siamo stati educati a questo, perché nessuno ci ha spiegato che ci sono modi di usare il linguaggio per comunicare esprimendo il proprio stato d’animo negativo senza ferire, allora ci sembra qualcosa di così inusuale, che, l’idea di allenarsi a farlo, finisce per apparire ancora più strana.

    Eppure, è proprio da lì che si incomincia e spesso nell’iniziare la difficoltà maggiore riguarda l’esprimere come ci si sente, quale emozione si prova. Proprio perché non siamo stati abituati a farlo da piccoli.
    Ho trattato l’argomento della qualità di una comunicazione consapevole e di alcune parole da evitare, che possano offendere la sensibilità del partner, nei due post precedenti.

    Il passo successivo a questo step, anche esso complesso e abituarsi a dare e ricevere complimenti. Anche in questo caso retaggi culturali, famigliari e sociali ci hanno spesso inibito a fare complimenti e a riceverli. Eppure, se non si fanno complimenti verso il proprio partner, verso chi li dovremmo fare?

    Crisi di coppia: conclusioni

    Dopo tutte queste spiegazioni credo che il lettore possa comprendere perché è più semplice esprimersi per bisogni: voglio il gelato … oppure, tu non mi piaci … Perché la mente umana è biologicamente portata a generare pensieri semplici e ripetitivi e le relazioni, specie nell’epoca attuale, non si basano affatto su questo concetto.

    In sostanza come far funzionare tutto questo? Un mio docente tanti anni fa ripeteva spesso una frase di Vittorio Alfieri: volli fortissimamente volli e fui poeta

    Questa frase mi ha accompagnato per tanti anni. E ora che ho saputo, da poco tempo, che quella persona non c’è più credo che, quando parlo di questi concetti con i miei clienti, sia, anche un po’, un segno di riconoscenza verso una persona che mi ha fatto capire cosa permette di ottenere l’impegno. Significa infondere un senso di possibilità e speranza nel prossimo. E credo che in questo momento ne abbiamo un po’ tutti bisogno.

    crisi di coppia: possibilità e speranza
    crisi di coppia: possibilità e speranza

    Se in quello che hai letto ritrovi un tuo problema, se ti risuona familiare la situazione descritta, o se avverti che in qualche modo l’argomento trattato ti riguardi, puoi contattarmi chiamandomi al numero 366-3672758 , oppure puoi inviarmi una e-mail a francesco.panareo@gmail.com. Molti clienti prima di te hanno fatto lo stesso, valuta tu quella che è la scelta migliore per te.

    Decidere di risolvere i problemi di relazione interpersonale e di coppia e vivere una maggiore condizione di serenità, credo che sia importante per ognuno di noi. Non posso sapere se decidi di contattarmi, ma posso augurarmi che tu faccia del tuo meglio per realizzare la vita che desideri.

    Se desideri poi approfondire questo argomento, o altri, puoi ugualmente contattarmi, il tuo feedback è importante per me, e mi permette di scrivere degli articoli maggiormente orientati ai tuoi interessi.

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