In Relazione. un percorso di Francesco Panareo

La storia che si ripete

Conosci già il copione.

Le parole cambiano, il partner cambia, a volte cambia perfino la città. Poi, a un certo punto, ti accorgi che stai vivendo di nuovo la stessa scena: le stesse incomprensioni, lo stesso silenzio dopo il litigio, la stessa tensione che torna nel corpo prima ancora che la mente registri cosa sta succedendo.

E ti racconti che è il partner sbagliato, o che sei tu a essere fatto in un certo modo, o che l’amore funziona così e va accettato.

Nessuna di queste storie è vera.

Ho costruito In Relazione per farti uscire da questi schemi. Un percorso che nasce dall’esperienza e dai risultati raccolti in oltre vent’anni di lavoro sulle relazioni.

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Le frasi che riconosci

Alcune di queste ti appartengono?

Non capisce cosa voglio.

Non so più nemmeno io cosa voglio.

In ogni relazione ho avuto sempre lo stesso trattamento.

Non è possibile che dopo anni sia ancora qui a farmi le stesse domande.

Ho avuto la pazienza di aspettare che cambiasse, e non è servito a niente.

Vorrei sapere se tra noi c’è ancora amore, ma ho paura della risposta.

Forse quello sbagliato sono io.

Siamo diventati un team che manda avanti tutto, i figli, la casa, gli animali. Ma noi due non ci siamo più.

Il punto è che non c’è niente di sbagliato in te.

Nel frattempo, hai già provato

Libri, consigli, buoni propositi. E la tensione è ancora lì.

Ne avrai parlato con gli amici. Avrai letto il libro dell’ultimo autore di cui hai sentito parlare, quello su “quanto devi prenderti cura di te” o su “come lavorare sull’autostima”. Passi il tempo a leggere frasi motivazionali su Facebook e Instagram. Vorresti “imparare a comunicare meglio”, o “imparare a coccolarti”.

Terapia, mindfulness, yoga: qualcosa, per un po’, ha anche aiutato. Poi ti guardi allo specchio e ti accorgi che non è cambiato niente.

E provi a rassegnarti. Ma dentro senti muoversi sempre la stessa insoddisfazione, la stessa inquietudine. La tensione che hai accumulato è rimasta lì.

Puoi raccontarti che vuoi “occuparti di te”, ma se non sai come si fa quella frase suona vuota, e fa male. Tutto quello che hai provato ha coperto il dolore a tratti. Non lo ha sciolto.

Quello che hai davvero

Non un difetto di fabbrica: uno schema appreso. E ciò che si è appreso si può lasciare andare.

Le storie che ti racconti sono sempre lì, in fondo. Sono fatte di frasi, di singole parole, che non nascono nella mente: nascono nel corpo, che hai smesso di ascoltare tanto tempo fa.

Quelle storie seguono indirizzi precisi, schemi che si ripetono. Prima si accendono nel corpo, poi si traducono nelle parole che pronunci. Ma quello che hai notato fino a oggi sono state solo le parole, e come ti facevano sentire.

Per questo, ogni volta che hai provato a cambiare le parole, ti è sembrato di giocare al gioco dell’oca: torni al punto di partenza, ma con qualche anno in più che non hai vissuto come volevi. E a volte con qualche ferita in più nel corpo, da nascondere.

Gli anni passano e ti sembra di non starli vivendo. Vai avanti. Non è la stessa cosa.

Ecco come si arriva alla conclusione di essere sbagliati. Quegli schemi, invece, sono qualcosa che hai imparato molto tempo fa e che da allora ripeti in automatico. Non ci sei nato. Li hai appresi.

E quello che si è appreso si può lasciare andare.

Cosa è In Relazione

In Relazione parte da un presupposto diverso da tutto quello che hai provato finora: il tuo sistema nervoso, tanto tempo fa, ha dimenticato la differenza tra vivere il dolore e vivere il piacere.

Gli schemi che hai imparato per accontentare gli altri sono ancora lì, e tu hai finito per accontentarti. Vale per la relazione che stai vivendo, e vale per il modo, sempre uguale, in cui finiscono le relazioni che provi a tenere in piedi. Col tempo, il piacere si è confuso col dolore.

Questo non è un percorso per “metterti in discussione”, né per mettere in discussione il tuo partner. È il luogo dove capire se il modo in cui hai raccontato la tua vita e la tua relazione è coerente con chi sei, e non con come te la racconti. Se non lo è, puoi scoprire cosa significa, per te e per chi ti sta accanto, amare e condividere una vita.

Per ricominciare non devi aggiungere nuovi apprendimenti. Devi lasciare andare quelli che hai accumulato inutilmente negli anni. Perché la relazione che vuoi vedere, quella che vuoi sentire ogni giorno, è già radicata dentro di te a livello somatico. Scorre, e chiede di manifestarsi. Come una gemma che hai protetto a lungo, e che aspetta solo di sbocciare.

In Relazione fa questo: ti porta a un livello di comprensione più profondo, dove entrare in contatto con il tuo partner diventa più facile e più rapido, e dove capisci se quella relazione è ciò che vuoi. E, se lo è, come farla crescere in un modo nuovo.

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Un percorso, tre passi

Riconoscere gli schemi

Riconoscere gli schemi e le narrazioni che hai usato fino a oggi. Tutte le volte che “te la sei raccontata” per giustificarti, ripercorrendo passi che magari hai visto in famiglia, e ritrovandoti sempre allo stesso punto.

Non sei sbagliato. Hai creduto, per amore, a ciò che ti hanno detto essere vero: era solo un racconto, e ci hai creduto. In questo primo passo impari a ritrovare l’unica verità che conta, quella che comincia nel corpo, da ciò che senti.

Ritrovare il tuo racconto

Ricucire i fili che tengono insieme la trama della tua vita. Ridarle un senso, e insieme luce, profondità, un gusto nuovo. Vuol dire prendere confidenza con qualcosa di nuovo, che ti permette di sentire e vedere la relazione che vuoi.

Capire cosa conta, per te e per voi

Imparare a stare in relazione in un modo nuovo, che parte da ciò che conta per te e per il tuo partner, prima ancora che da “quello che funziona”. È il passo verso una relazione adulta e intensa, in cui i conflitti diventano un passaggio per crescere insieme. Anzi, seguendo questo percorso, molte volte smetterai perfino di crearli.

E se in questo momento una relazione non ce l’hai, capisci quali criteri ti tengono fuori dai soliti loop, quelli in cui hai confuso l’amore con la soddisfazione dell’altro, per andare verso ciò che vuoi senza compromessi.

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Per chi non è, e per chi è

In Relazione non è per tutti, ed è giusto che tu lo sappia.

Non è per te se

Cerchi qualcuno che ti confermi quello che già credi (su di te, sul tuo partner, sul modo in cui intendi una relazione), che sia sempre d’accordo con te, che “sistemi tutto lui” mentre tu resti fermo.

È per te se

Senti la stanchezza di restare dove sei e vuoi il cambiamento che dici di volere, se vuoi accanto una persona che sarà onesta con te anche quando è scomodo, se ti è chiaro cosa ti accade ma non sai come uscirne e vuoi trasformarlo una volta per tutte. Soprattutto, è per te se cerchi qualcuno che creda che quella trasformazione tu puoi ottenerla.

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Quattro storie

Cosa accade quando le storie cambiano, raccontato da chi lo ha già fatto.

Mi parla di lei: una donna dentro il lavoro fino al collo, una terapia che non funziona, e lui che prova a convincerla a rallentare mentre lei lo accusa di volerla controllare. Una relazione sulle montagne russe, in cui non capisce mai quale sia la cosa giusta da fare. Centinaia di chilometri a settimana per raggiungerla e ascoltare le stesse accuse, ogni volta che cerca di tranquillizzarla vedendola sotto stress. Di sé stesso, intanto, si dimentica. Quello che gli resta è una tensione nel corpo che non se ne va, e che non sa spiegarsi.

Durante una sessione, di colpo, sente con chiarezza che la storia che si è raccontato non regge più. Lo sente scorrere nel corpo. Non è “ho capito tutto”: è accorgersi che qualcosa si è mosso, e che da lì non si torna indietro. Quel momento l’ho riconosciuto nel suo sguardo, come se gli fosse comparsa davanti la cascata di codici verdi di “Matrix”.

Già alla sessione dopo mi dice: “Sono più sereno, non rincorro più nessuno, nemmeno lei. Mi dispiace per le sue scelte, ma voglio vivere sereno. E sto notando un sacco di cose belle della mia vita che prima non vedevo. È come se si fosse alzato un velo.”

La prima volta che ci sentiamo, la storia che mi porta è questa: “So che ha avuto un passato difficile, ma sono stanca. Voglio certezze e lui non sa darmene. È un uomo buono, lo so, ma non mi basta più. Quando avrei bisogno di sentirlo al mio fianco, non lo sento. Non lo sento proprio.”

A un certo punto, in studio, vedo il suo viso farsi più luminoso e più disteso. Comincia a sorridere, e a commuoversi. Non è pace: è sentire di essere tornata a casa. All’inizio era un fiume in piena, voleva solo parlare dei litigi, delle difficoltà. Da quel momento quelle difficoltà si sciolgono. Il ricordo resta, ma tornarci sopra non ha più senso per lei.

Mi dice: “La mia vita è cambiata. Sono cambiati i miei interessi. Ho fatto tutto da sola, ma ora so che c’è un mondo che non conoscevo, in cui posso imparare tanto: su di me, sul mio lavoro, sul modo in cui posso vivere la relazione.”

La sua storia è: “Ci siamo lasciati, ma non del tutto. Ogni tanto ci sentiamo. Lui è sposato, so che non vive più con la moglie, è separato, ma non vuole impegnarsi. E io sono stanca di aspettare.” Un fiume in piena mentre singhiozza. Sa che, continuando così, sarà un tira e molla fino a quando non si stancherà, sfibrata e delusa da sé stessa prima ancora che da lui.

Il momento del cambiamento, per lei, non coincide col racconto della relazione. Il punto di leva è altrove: nel modo in cui vorrebbe vivere e condividere il tempo con la sua famiglia d’origine. Quello che compare è la pace di stare bene con sé stessa. In un attimo la relazione, le paure, lo stress scivolano via, e arriva il sorriso. Le tensioni spariscono, e per la prima volta la vedo respirare a fondo.

Subito dopo mi dice: “Non so cosa farò. Non credo che continuerò a vederlo. Mi dispiace anche per la moglie, la conosco, so che non se la sta passando bene nemmeno lei. Ma ora basta. Voglio pensare per me.” L’incertezza, che era tensione, diventa la spinta a sentirsi libera di decidere cosa vuole da una relazione.

Ci vediamo la prima volta a ridosso di un Natale, qualche anno fa. Al telefono mi aveva raccontato di litigi continui con la moglie. Il lavoro da artigiano lo teneva impegnato dalla mattina alla sera, con due figli piccoli che il pomeriggio stavano da lui, così poteva seguirli nei compiti mentre lavorava. La terapia di coppia era stata abbandonata dalla moglie, che aveva litigato anche con la terapeuta. Lui la stava portando avanti, gli serviva, ma voleva altro: voleva dare un senso a quello che gli stava capitando.

Il cambiamento, per lui, è stato capire che la storia che si raccontava, e che aveva accettato, quella del padre distratto e del marito che non bastava, semplicemente non c’era. La sua storia vera era un’altra: una compagna che aveva da tempo un’altra relazione, e lui che vedeva solo “il problema è…” seguito da un lungo elenco di ripicche. Il momento vero è arrivato quando ha iniziato a sentirsi più leggero e ha capito che gestire la separazione, gli avvocati, tutto il resto, non sarebbe stato facile. Ma c’era “tutto il resto”: il sorriso dei figli, e il lavoro che ha sempre fatto con passione.

Il suo dopo è una nuova compagna, incontrata per caso diversi mesi dopo la separazione, e un amore che a un paio d’anni di distanza è più forte di prima. C’è la consapevolezza di una sensibilità che ora può affiorare. E c’è un uomo che sa che il ruolo di padre va tenuto insieme all’attenzione su come gestire i conflitti con la ex, e che ha imparato una cosa: sentire non è dare un nome alle emozioni, e non è una prerogativa femminile. È ciò che dà un senso più profondo alle relazioni.

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Chi sono

Francesco Panareo

Mi occupo di relazioni da più di vent’anni. Negli ultimi dieci quasi solo di relazioni di coppia e del rapporto con sé stessi.

Il mio lavoro, con In Relazione, non è insegnarti a “comunicare meglio” o a “litigare meno”. Quello lo trovi ovunque. È metterti nella condizione di capire chi sei quando entri in relazione: non le parole che usi, ma quello che senti mentre le pronunci. Quello che il corpo fa prima che la testa intervenga.

L’amore non lo riconosci dalle parole. Lo riconosci da ciò che senti mentre le ascolti.

E quello che senti è qualcosa che hai dimenticato tanto tempo fa: da lì nasce la confusione che ti fa scambiare, per esempio, la rinuncia per affetto.

In Relazione serve a farti capire cosa vuoi, per te e nelle tue relazioni, e cosa conta per te.

Non classifico le persone e non giudico chi sei o cosa mi racconti. Ti dico ciò che vedo e ciò che sento, perché essere onesto con te è l’unico modo in cui so lavorare. Se cerchi qualcuno che ti confermi quello che già credi, non sono io. Se cerchi qualcuno che sarà onesto con te fino in fondo, chiamami. In Relazione è il percorso per te.

Le domande che probabilmente ti stai facendo

“Faccio già terapia. Non è la stessa cosa?”

No, non sono un terapeuta, e non lavoro su “qual è il problema”, che è il mestiere della terapia. Lavoro a un livello diverso, somatico e narrativo, e proprio per questo con le coppie ottengo i risultati migliori: le porto fuori dal problema, dal modo in cui vivono la relazione stando dentro al problema. Nelle coppie quasi tutti i litigi nascono dagli stessi motivi, ripetuti nel tempo. Qui, invece, trovi sempre più ragioni per stare nel piacere di quella relazione, se ha senso per te viverla. Non spariranno le difficoltà, tra voi o intorno a voi. Cambia il modo in cui le attraversi. E una parte del lavoro è sul linguaggio: riconoscere i vostri bisogni con precisione, così che sia chiaro a entrambi cosa conta e cosa volete vivere. Non esistono due coppie uguali, e nemmeno due schemi uguali. Per questo In Relazione è cucito su misura.

“Ho già provato di tutto, e niente ha funzionato.”

Probabilmente hai provato approcci che lavorano sul linguaggio, o sulle emozioni, o, negli ultimi anni, sul corpo. In Relazione integra questi piani, e tiene solo ciò che si è dimostrato efficace in quasi venticinque anni di lavoro, con me stesso e con i clienti. Non è una promessa: è la conseguenza di aver verificato, per un quarto di secolo, cosa funziona e cosa no. So che questi strumenti danno risultati. Quello che capiremo insieme è se hanno senso per te, per ciò che vuoi.

“Non me la sento di condividere certe cose in un gruppo.”

Allora non lo fai. Il percorso parte sempre dalla persona che ho davanti. So che spesso il gruppo moltiplica le risorse di chi ne fa parte, ma per qualcuno perfino gli incontri di coppia sono difficili da aprire, ed è naturale. Per questo non ho un format uguale per tutti: alterniamo incontri singoli, di coppia o di gruppo secondo le tue esigenze. Il gruppo è una possibilità, mai un obbligo, e arriva solo quando ha senso per te.

“Ho paura che sia l’ennesimo tentativo a vuoto.”

Non procedo per tentativi. Ci conosciamo e capiamo insieme se In Relazione ha senso per ciò che desideri. Non ho lavorato con tutte le persone che mi hanno contattato: gli anni mi hanno insegnato il rispetto per le persone tanto quanto per il loro tempo. Come ho imparato tempo fa, non voglio essere la delusione di nessuno. Per questo, invece di fare tentativi, definiamo insieme e in tempi brevi quali cambiamenti vuoi ottenere, e puoi ottenere, nella tua relazione.

“Forse sono fatto così. C’è chi è portato per le relazioni e chi no.”

Non esistono persone “fatte bene” o “fatte male”. Esistono persone che non hanno ancora capito se ciò che sentono nella relazione che stanno vivendo è ciò che vogliono. Anche “sono fatto così” è una storia che ci si racconta per non stare più male, e lo comprendo. Ma il mio lavoro non è accompagnarti a “non stare più male”: è aiutarti a capire cosa vuoi da una relazione. Non credo che esistano persone portate o non portate: credo che tutti abbiano avuto il desiderio di amare qualcuno, e che poi molti lo coprano con la paura di mettersi in gioco, o con la stanchezza rimasta dalle storie precedenti. Quando due persone si incontrano, o si ritrovano, “non sono portato” si scioglie da solo.

“So già cosa non va. Non ho bisogno che me lo rispieghino.”

Peccato che poi sei sempre allo stesso punto. Il mondo è pieno di esperti nel definire i propri problemi, e di esperti dei problemi degli altri che non sanno risolvere i propri. Io lavoro in un ambito preciso e non faccio il tuttologo. E il mio approccio non è “ti risolvo il problema”: è metterti nella condizione di non crearlo, o, se ci sei già dentro, di saperne uscire.

C’è una variante di questa frase: “quello che non va è Tizio, è Caio”. C’è sempre qualcosa, o qualcuno, che causa il problema, e senza di lui andrebbe tutto bene. Peccato che vada così da tanto tempo, forse da quando hai iniziato a vivere le tue prime relazioni. Se il problema dipende sempre dagli altri, allora è il tuo modo di stare in relazione che vale la pena guardare, invece di aspettare che siano gli altri a cambiare. Non è un obbligo: puoi continuare a credere che dipenda dagli altri, e stare anche abbastanza bene. Ma se sei arrivato a leggere fin qui, forse ne hai abbastanza.

Come funziona

Formato
Lavoriamo con sessioni individuali e di coppia, in presenza o online, e con incontri di gruppo, anch’essi in presenza o online. Il mix lo valutiamo insieme, in base a dove sei: fisicamente, cioè dove vivi, e dove sei nel percorso della tua relazione, o della relazione che vorresti. Da lì capiamo cosa ti serve, adesso, per ottenere quello che vuoi.
Approccio
In Relazione unisce un lavoro somatico e uno relazionale. Si parte dal corpo, da ciò che senti, e dagli schemi con cui hai imparato a costruire i tuoi legami. Non è un processo solo mentale: è un processo integrato, che comincia nel lavoro che facciamo insieme e prosegue mentre vivi la tua relazione, giorno dopo giorno. Esistono decine di percorsi che lavorano solo sulla mente, o solo sul corpo. A volte funzionano, a volte no. Integrare più modelli è la scelta di chi non si è mai accontentato di ciò che ha imparato, e ha continuato a cercare quello che funziona meglio.
Modalità
In presenza e online. Gli incontri intensivi, in formula weekend, si possono svolgere in entrambe.
Investimento
Varia in base al percorso. Ne parliamo nella prima chiamata, senza impegno. Quello che ti garantisco è il mio impegno a lavorare con te, sempre. È un invito a metterti in gioco, e non è scontato.
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Ne parliamo nella prima chiamata · gratuita e senza impegno

Il copione si può riscrivere.

Se sei arrivato fin qui, una parte di te sa già che è il momento.

Il primo passo è una conversazione: una telefonata conoscitiva, gratuita e senza impegno, per capire se In Relazione ha senso per te. Niente di più, niente di meno. Se alla fine sarà chiaro che non è il momento, o che non sono io la persona giusta, te lo dirò. E te lo dirai.

Da lì, decidi tu.

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